Goldman Sachs prevede che i flussi nello Stretto di Hormuz riprenderanno tra 5 giorni.
Il blocco dei transiti marittimi sta generando un deficit produttivo stimato in 200 milioni di barili. Le proiezioni di Goldman Sachs delineano una rigorosa tempistica di ripresa, ma qualsiasi deviazione da questo scenario rischia di innescare uno shock sistemico, proiettando le quotazioni del greggio verso la soglia critica dei 100 dollari.
In un solo giorno, le petroliere in transito nello stretto più vitale del globo sono crollate da ventiquattro a sole quattro unità. Dal 1° marzo 2026, lo Stretto di Hormuz è di fatto paralizzato dall'escalation militare in Medio Oriente. Questo braccio di mare è la giugulare dell'economia globale, gestendo da solo il 20% del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto, ed è ora ostaggio di una crisi geopolitica che minaccia la stabilità energetica mondiale.




