Il Mercato Sa Già Cosa Farà la Fed Stasera. Non Sa Ancora Cosa Farà Senza Powell.
Stasera alle 19:00 la Fed annuncia i tassi. Li terrà fermi. Su questo non c'è dibattito. Il dibattito è su tutto il resto.
Il contesto
Powell entra in questa riunione sapendo che è una delle sue ultime da presidente. Il mandato scade a maggio. Il successore è già nominato. Il Dipartimento di Giustizia gli ha aperto un'indagine penale — ufficialmente per false dichiarazioni al Congresso sui lavori di ristrutturazione della Fed, di fatto per non aver tagliato i tassi abbastanza in fretta. Trump lo ha chiamato pubblicamente "imbecille", "idiota" e "buono a nulla" negli ultimi mesi.
Kevin Warsh è il nome scelto per sostituirlo: ex governatore della Fed, ex banchiere di Morgan Stanley, laurea ad Harvard. Le sue posizioni sulla politica monetaria sono storicamente hawkish — tassi alti per tenere l'inflazione sotto controllo, anche a costo di crescita più lenta. Ma nelle ultime settimane ha cominciato a parlare di un nuovo accordo Treasury-Fed sul modello del 1951 (era l'accordo che pose fine al piano esecutivo di gestione dei Treasury con la Fed post-WWII), quello che ridefinì i confini tra politica monetaria e fiscale. Il mercato ha ascoltato.
La conferma al Senato non è scontata: il senatore Thom Tillis ha giurato di bloccare qualsiasi nomina alla Fed finché l'indagine penale del DOJ su Powell resta aperta. Tillis è un voto chiave in commissione, con maggioranza repubblicana di soli 13 a 11.
Il board
I verbali di gennaio mostrano un FOMC più frammentato del solito. Diversi partecipanti hanno indicato che mantenere invariato il tasso sarebbe opportuno per qualche tempo, mentre alcuni hanno sollevato la possibilità di rialzi se l'inflazione restasse persistentemente sopra target. Due membri hanno votato per un taglio immediato.
La Fed naviga un contesto complicato: shock petrolifero dello Stretto di Hormuz, inflazione persistente, mercato del lavoro in rallentamento. Tagliare adesso verrebbe letto come resa politica. Non tagliare alimenta l'accusa di ostinazione. È una trappola costruita attorno a Powell — e stasera lo vedremo in diretta.
I dati
Lo ZEW (misura il livello di ottimismo degli analisti riguardo alla situazione economica attuale) tedesco di ieri: -0,5 a marzo, da +58,3 di febbraio, contro attese di +39. Il terzo crollo mensile più ampio nella storia dell'indicatore. Quando la fiducia delle imprese europee collassa in trenta giorni per uno shock energetico, la divergenza transatlantica si accentua: dollaro forte, pressione sui mercati emergenti, bilanci delle multinazionali USA sotto stress.

Il petrolio intorno ai 100 dollari non è inflazione da domanda. È uno supply shock che la politica monetaria non può risolvere. Alzare i tassi non riapre lo Stretto di Hormuz.
Cosa guardare stasera
Il comunicato alle 19:00 sarà molto probabilmente identico a gennaio. La conferenza stampa di Powell alle 19:30 è quello che conta davvero — in particolare le domande sull'indipendenza della Fed e su Warsh.
L'indipendenza della banca centrale non è un principio astratto: è il tasso implicito a cui il mondo decide di finanziare il deficit americano. Ogni punto di credibilità erosa si traduce in un prezzo più alto sui Treasury, e costi di finanziamento più alti per chiunque abbia un mutuo, un bond, o un bilancio in dollari.
Quella di stasera è la conferenza stampa di un'istituzione intatta nella forma e sotto pressione nella sostanza. Il linguaggio sarà disciplinato, i tassi resteranno fermi. L'apparenza reggerà.
Ma il mercato sa che a maggio arriva un nuovo presidente Fed, che c'è un'indagine penale aperta sul presidente uscente, e che Trump ha normalizzato una retorica anti-Fed senza precedenti nel dopoguerra. La storia delle banche centrali è piena di istituzioni che hanno perso indipendenza lentamente — poi all'improvviso.
L'oro è sopra i 5.000 dollari. Non è un caso.
Fonti: TradingEconomics, Yahoo Finance, Federal Reserve, CNBC, CNN





