SpaceX deposita in via confidenziale alla SEC: $1,75 Trilioni, la Più Grande IPO della Storia si Avvicina
Starlink a $10 miliardi di ricavi, xAI a 500x price/sales, S-1 in arrivo ad aprile: tutto quello che il mercato non ha ancora prezzato
$1,75 trilioni. È la valutazione con cui SpaceX si prepara a sbarcare in Borsa, dopo aver depositato in via confidenziale la registrazione IPO presso la SEC nelle ultime ore. Non si tratta di un rumor: lo riportano in simultanea Bloomberg e CNBC, con fonti indipendenti ma identico messaggio.
Il filing confidenziale proietta SpaceX verso una quotazione già a giugno, in anticipo rispetto a OpenAI e Anthropic. Una sequenza non casuale: chi arriva per primo si assicura liquidità, narrativa e multiplo più generoso.
I numeri che circolano sul mercato sono imponenti. Le stime indicano una raccolta tra i 40 e gli 80 miliardi di dollari, con una capitalizzazione attesa tra 1,5 e 1,75 trilioni. Per fare un paragone: Saudi Aramco, nel 2019, raccolse 29,4 miliardi di dollari, record storico fino a oggi.
Il vero motore si chiama Starlink.
Starlink ha chiuso il 2025 con 9,2 milioni di abbonati attivi, raddoppiando la base clienti in appena 15 mesi e superando i 10 miliardi di dollari di ricavi. Gli analisti proiettano per il 2026 ricavi tra i 15,9 e i 24 miliardi. Margini tipici del software applicati a un’infrastruttura spaziale: è questo il profilo che giustifica il multiplo. Non il razzo. Il razzo è il moat difensivo, non il prodotto principale.La fusione con xAI cambia radicalmente il quadro.
La fusione con xAI cambia il frame.
SpaceX è stata valorizzata a 1,25 trilioni di dollari dopo l’incorporazione di xAI. Il mercato sta comprando uno stack verticale integrato: calcolo orbitale + intelligenza artificiale + banda larga satellitare. È la tesi che trasforma SpaceX da contractor aerospaziale a utility globale con un layer di AI incorporato. Il mercato pubblico non ha ancora un veicolo per prezzare questa combinazione: SpaceX sarà il primo.
Quanto vale davvero xAI dentro SpaceX, e con quali metriche?
La fusione è avvenuta all-stock: ogni azione xAI si è convertita in 0,1433 azioni SpaceX. Secondo i documenti visti da CNBC, al momento del deal SpaceX valeva 1 trilione e xAI 250 miliardi, per un’entità combinata da 1,25 trilioni. xAI rappresenterebbe quindi circa il 20% della nuova entità per valutazione.
Il problema è cosa c’è sotto. I fondamentali di xAI sono ancora deboli: avrebbe generato circa 250 milioni di dollari di ricavi negli ultimi sei mesi riportati, con perdite per 2,5 miliardi nello stesso periodo. Una valutazione di 250 miliardi su 250 milioni di ricavi semestrali implica un multiplo price/sales superiore a 500x. OpenAI – con base utenti e ricavi incomparabilmente superiori – valeva 500 miliardi a ottobre. La proporzione non regge a nessuna metrica tradizionale.
Come si sia arrivati a 250 miliardi è rivelatore. A marzo 2025, Sullivan & Cromwell (ingaggiata da Musk per la fairness opinion sulla fusione) aveva valorizzato xAI a 80 miliardi. Nove mesi dopo, il board di xAI ha stabilito che il fair value fosse 250 miliardi: triplicato senza prospetto pubblico e senza metriche verificabili. Il balzo non è sostenuto da dati finanziari, ma appare come una negoziazione interna tra entità controllate da Musk.
Il rischio di governance è quello che il mercato potrebbe sottovalutare. Completando la fusione mentre entrambe le società erano ancora private, Musk ha ridotto l’esposizione immediata a scrutinio esterno, ma ha spostato il rischio alla fase IPO. Nel prospetto S-1 emergeranno valutazioni storiche, dinamiche con parti correlate e delibere del board, con possibili class action all’orizzonte. Il precedente è Tesla-SolarCity: stessa struttura, stessa fairness opinion contestata, anni di contenzioso. Dopo la fusione, xAI ha perso circa metà dei co-fondatori originali: restano domande aperte su stabilità e profondità del management.
La logica industriale, però, esiste. SpaceX non compete più solo con Boeing o Lockheed Martin, ma con Azure, AWS e Google Cloud, con il vantaggio di controllare i vettori di lancio, la costellazione satellitare e i modelli AI che ci girano sopra. L’obiettivo – data center orbitali che sfruttano energia solare continua e raffreddamento radiativo nello spazio – risolve il vincolo energetico del compute AI terrestre. Se funzionerà, il multiplo sarà giustificabile. Se resterà una slide di presentazione, xAI diventerà un peso morto da 250 miliardi nell’S-1.
Cosa significa per i mercati ora.
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