Taiwan, Iran e il Grande Trasferimento di Forze. Cosa Sta Succedendo Davvero.
Per 18 giorni la Cina è rimasta in silenzio vicino a Taiwan. Gli esperti parlavano di distensione. Poi ieri sono tornati 26 aerei — esattamente mentre gli USA spostavano Marines e THAAD verso il Golfo
Per 18 giorni la Cina è rimasta quasi completamente ferma vicino a Taiwan. Zero aerei per una settimana intera — la pausa più lunga mai registrata da quando il Ministero della Difesa di Taipei pubblica i dati. Qualcuno aveva cominciato a parlare di distensione. Di segnali positivi. Di una Pechino più cauta.
Ieri sono tornati 26 aerei e 7 navi.
Sedici di quegli aerei hanno attraversato l’ADIZ — la Zona di Identificazione della Difesa Aerea di Taiwan. Il picco più alto da tre settimane. E tutto questo è accaduto esattamente mentre il Pentagono annunciava l’invio di altri 2.500 Marines in Medio Oriente.
La calma non era pace. Era Xi che aspettava l’opportunità giusta.
Il Pacifico si Svuota
La 31st Marine Expeditionary Unit era di stanza in Giappone. L’USS Tripoli era in acque del Pacifico. Ora sono entrambe dirette nel Golfo Persico, sottratte al teatro che dovrebbero presidiare. Non sono i soli: tutti e sei i lanciatori del sistema antimissile THAAD in Corea del Sud sono stati rimossi dagli USA — il sistema è di proprietà americana — per rimpiazzare radar distrutti dall’IRGC durante l’Operazione Epic Fury, la campagna militare avviata il 28 febbraio con gli attacchi americano-israeliani all’Iran. Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung si è opposto pubblicamente in diretta televisiva. Non è servito a niente.
Marines dall’arcipelago giapponese. THAAD dalla penisola coreana. Intercettori Patriot dal Pacifico. Tutto verso il Golfo.
Le Scorte che Non Tornano
E mentre le risorse si spostano e si consumano. L’Operazione Epic Fury ha già bruciato oltre 150 dei circa 534 intercettori THAAD disponibili a inizio anno. La produzione annuale è di 96 unità, con tempi di consegna superiori ai due anni. Le scorte di Patriot PAC-3 MSE erano al 25% del livello desiderato prima ancora che la guerra cominciasse. Il Pentagono ha preparato una richiesta supplementare da 50 miliardi di dollari per ricostituire gli arsenali. Il tasso di consumo supera la capacità produttiva — non da oggi, da mesi.
La Posta in Gioco
Nel mezzo di tutto questo, il 13 marzo il parlamento taiwanese ha votato all’unanimità l’autorizzazione a firmare armamenti per circa 9 miliardi di dollari — tra cui 82 sistemi HIMARS, 420 missili ATACMS e 752 razzi GMLRS-U. Taiwan passerebbe da 29 a 111 HIMARS totali. Non è un caso che durante le esercitazioni cinesi di dicembre, l’Esercito Popolare di Liberazione abbia simulato esplicitamente il contrasto a bersagli HIMARS mobili. Pechino sa esattamente cosa sta arrivando sull’isola. E sa che la scadenza per firmare è il 26 marzo.
Perché Taiwan conta così tanto lo sappiamo: l’isola produce circa il 70% della capacità foundry globale e quasi la totalità (~90%) dei chip sotto i 3 nanometri — quelli che fanno girare l’intelligenza artificiale, i telefoni, le automobili. Samsung arranca. Intel non è ancora partita. Non esiste un piano B industrialmente credibile. Chi controlla Taiwan controlla il sistema nervoso dell’economia mondiale.
La Finestra
La spiegazione ufficiale per la pausa aerea cinese è la più banale: le “Due Sessioni” — il parlamento di Pechino — si sono chiuse il 12 marzo. Il giorno dopo l’attività è ripresa. Normale amministrazione.
Forse. Ma un funzionario della sicurezza taiwanese ha dichiarato a Reuters che Pechino potrebbe stare costruendo una falsa impressione di pace in vista del vertice Trump-Xi previsto per fine marzo. Sedici giorni di silenzio aereo, con le navi che non si sono mai fermate. Una calma selettiva, chirurgica. Però il 41% degli esperti interpellati dal CSIS a dicembre 2025 considera il rischio di conflitto USA-Cina su Taiwan in aumento nei prossimi tre anni.
Le forze americane sono sparse su più teatri. Le scorte di munizioni si assottigliano. Hormuz è parzialmente bloccato. E ieri, mentre l’attenzione del mondo era sul Golfo Persico, sopra Taiwan sono comparsi 26 aerei.
La domanda non è se la Cina sta osservando tutto questo. La domanda è se sta già contando i giorni.





